L’origine storica del Pane casereccio di Genzano è legata alla tradizione contadina della zona di produzione: il pane veniva lavorato dalle singole famiglie che lo cocevano poi in forni a legna denominati “socce”. Il pane di Genzano era già apprezzato nel 1800 per le sue peculiari caratteristiche, ma è dagli anni ‘40 del secolo scorso che ha acquistato un’enorme reputazione prima presso gli abitanti di Roma e poi anche al di fuori del Lazio. I motivi della sua particolarità e inimitabilità si devono all’impiego di strumenti che fanno parte della tradizione locale, alle procedure tramandate di generazione in generazione e, fattore fondamentale, allo stretto legame tra il prodotto, l’acqua e l’aria della zona di produzione. Il Pane di Genzano si abbina bene a qualunque pietanza, ma abbrustolito e condito con olio extra vergine di oliva a crudo diventa un ottimo antipasto: si utilizza per preparare la tipica “bruschetta”.
Ieri: A fine ottocento a Genzano, ci furono violenti scontri da parte dei ceti più deboli a causa dell’aumento dei prezzi del pane: quest’ultimo era l’alimento principale di sussistenza. Il grano duro veniva coltivato nelle campagne genzanesi e poi lavorato in paese . Le donne dedicavano un giorno della settimana (di solito giorno di festa) alla preparazione dell’impasto da cui si ricavavano le pagnotte che cuocevano nei “forni a soccie”. Nel secondo dopo guerra ci fu un calo della produzione domestica e uno sviluppo degli esercizi commerciali legati alla vendita del pane. Nel 1960 venne vietata la cottura a legna. Nel 1980 lo Stato concesse la possibilità della cottura a legna, recuperando l’antica tradizione.
Oggi: Nel 1988 nasce a Genzano il “Consorzio Tutela Pane Casareccio di Genzano” e nell’anno successivo la prima Festa del Pane Casareccio. In quest’ultimo decennio, grazie al Consorzio, il Pane genzanese ha ricevuto prima il titolo di D.O.P. e poi il riconoscimento di I.G.P. Attualmente del Consorzio fanno parte 17 forni di cui sette a legna. Il Consorzio ha ottenuto il riconoscimento della qualità del prodotto da parte delle istituzioni e della Comunità Europea e si prefigge di migliorarne sia la produzione che le condizioni per allargare il proprio mercato. La promozione viene fatta attraverso iniziative culturali, mostre e convegni per far conoscere il Pane di Genzano per attestare la qualità del prodotto. Il Consorzio ha stilato il Disciplinare nel quale vengono descritte le norme che certificano la qualità del prodotto (ingredienti e processi di lavorazione) e che tutelano i consumatori.
Pane casareccio di Genzano Igp - Scheda di approfondimento Come si conserva Il lievito naturale, ricco di fermenti vivi, permette al pane di conservare la sua fragranza anche per diversi giorni dopo la cottura, ma, proprio perché è un alimento 'vivo', il pane non sopporta il sottovuoto né il contatto con la plastica. Come si produce Il Pane casareccio di Genzano è un prodotto di panetteria ottenuto da farina selezionata zero e doppio zero, lievito naturale, sale minerale e acqua. Per tradizione, il processo produttivo segue tre fasi essenziali: la preparazione dell'impasto con lievito naturale, rinnovato ogni giorno in modo da ottenere le forme caratteristiche note come 'brighe'; la lievitazione dell'impasto in contenitori di legno sotto un'attenta supervisione del fornaio; la cottura in forno per ottenere il caratteristico pane con crosta spessa circa 3 millimetri ed una parte interna soffice piena di buchi.
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